Come si vede dalla figura, congiungendo ì tre punti L, T, R, si ottiene un triangolo rettangolo; in base poi ad un importante teorema di trigonometria, la tangente dell'angolo di elevazione alfa è uguale al rapporto fra l'altezza raggiunta dal velivolo (segmento L-R) e la distanza fra il punto di sorvolo e la stazione di controllo (segmento T-L). In simboli si può scrivere nel modo seguente:Tg alfa = LR/TLe da tale relazione possiamo ricavare la grandezza R:LR = TL x tg alfaConoscendo cosi la distanza fra il punto di sorvolo e l'osservatore (TL) e ricavando dalla tabella (o con una calcolatrice trigonometrica) la tangente dell'angolo di elevazione alfa misurato, diviene facile computare l'altezza raggiunta dal velivolo. Un esempio pratico può essere utile nella comprensione di questo metodo: supponiamo che la stazione dì controllo si trovi a 1.960 metri dal punto di sorvolo e che l'angolo di elevazione della videocamera sia di 30°. Dalla tabella sotto riportata, possiamo leggere che la tangente corrispondente a questo angolo è 0,577. La soluzione è quindi molto semplice: basta moltiplicare il valore della tangente per la distanza fra l'osservatore ed il punto di sorvolo ovvero m 1.960. Il tanker chimico avrà di conseguenza sorvolato l'area a 1.960 x 0,577 = 1.132 metri.
martedì 14 ottobre 2008
Stima trigonometrica della quota di un tanker chimico
Come si vede dalla figura, congiungendo ì tre punti L, T, R, si ottiene un triangolo rettangolo; in base poi ad un importante teorema di trigonometria, la tangente dell'angolo di elevazione alfa è uguale al rapporto fra l'altezza raggiunta dal velivolo (segmento L-R) e la distanza fra il punto di sorvolo e la stazione di controllo (segmento T-L). In simboli si può scrivere nel modo seguente:Tg alfa = LR/TLe da tale relazione possiamo ricavare la grandezza R:LR = TL x tg alfaConoscendo cosi la distanza fra il punto di sorvolo e l'osservatore (TL) e ricavando dalla tabella (o con una calcolatrice trigonometrica) la tangente dell'angolo di elevazione alfa misurato, diviene facile computare l'altezza raggiunta dal velivolo. Un esempio pratico può essere utile nella comprensione di questo metodo: supponiamo che la stazione dì controllo si trovi a 1.960 metri dal punto di sorvolo e che l'angolo di elevazione della videocamera sia di 30°. Dalla tabella sotto riportata, possiamo leggere che la tangente corrispondente a questo angolo è 0,577. La soluzione è quindi molto semplice: basta moltiplicare il valore della tangente per la distanza fra l'osservatore ed il punto di sorvolo ovvero m 1.960. Il tanker chimico avrà di conseguenza sorvolato l'area a 1.960 x 0,577 = 1.132 metri.
Un cilindro "sciante" (A strange spraying cylinder)
4 ottobre 2008, ore 18.30. Sanremo. Durante una "normale" giornata di irrorazione chimico-biologica, viene avvistato e filmato un oggetto di apparente forma cilindrica, privo sia di ali sia di impennaggi e senza luci di segnalazione da cui si diparte una densa e lunga scia che possiamo, per caratteristiche di forma, lunghezza e consistenza, ritenere una chemtrail.L'ordigno volante è molto strano e pare essere il frutto di retroingegneria, ossia sembra essere un velivolo terrestre progettato e costruito, attraverso lo studio di dischi schiantatisi sulla Terra e di cui sono stati studiati dai militari i sistemi propulsivi ed i vari aspetti tecnici.Un'analisi del video porta ad escludere che sia stato ripreso un tanker o comunque un aeroplano tra quelli generalmente impegnati nell'operazione di avvelenamento della biosfera.
link video: http://vimeo.com/1944610?pg=embed&sec=1944610
Cecità
Sempre più spesso capita agli attivisti di accorgersi che molte persone sembrano letteralmente non percepire le scie chimiche, non vedere i tankers che insozzano il cielo. Tralasciamo tutti coloro che si disinteressano del problema, alzando le spalle e che si infastidiscono se qualcuno li esorta a prendere coscienza del pericolo mortale costituito dalle chemtrails. Come nota acutamente Bojs, nell'articolo intitolato Under the matrix-dodicesima parte, ormai è subentrata un'assuefazione all'orrore: "Ci si abitua alla loro presenza tanto da non considerarle più, incosciamente, un vero problema". Le scie appartengono al nostro sfigurato paesaggio e sono parte integrante dell'orizzonte percettivo e mediatico, sicché, come un quadro appeso alla parete da anni, sono sconfinate in una penombra indistinta ed indifferenziata.Senza dubbio ciò è inquietante in sommo grado: il giorno in cui non provassimo più un moto di sacrosanta indignazione nei confronti dell'avvelenamento globale, saremmo perduti. Si può immaginare un evento più epocale dell'operazione chimico-biologica che, ex abrupto, dimostra in modo inoppugnabile che il sistema è letteralmente diabolico? Il giorno in cui si scriverà una storia veritiera, il 1996, anno in cui "ufficialmente" è cominciata l'infame attività, sarà considerato un anno spartiacque, decisivo, l'inizio di un'era funesta, dominata dalla menzogna e dalla distruzione, un'età orwelliana.Come sovente accade, solo tra molto tempo (forse) sarà riconosciuta e compresa l'enormità di un'azione scellerata che suggella il folle progetto di asservimento degli uomini affinché siano trasformati in automi telecomandati da un manipolo di psicopatici. Intanto le persone paiono lentamente, ma in modo inesorabile plagiate, condizionate, possedute dal sistema. Cinema, televisione, scuola, messaggi subliminali... hanno inculcato convincimenti distorti nelle menti, come chiodi piantati in un'asse di legno.Proviamo a chiedere ad un passante qualsiasi che cosa sono quelle lunghe tracce nel cielo: anche persone che ignorano tutto di fisica dell'atmosfera e di aeronautica risponderanno candidamente che sono scie di condensazione. Riceveremo la stessa risposta dalla stragrande maggioranza degli adolescenti in cui è stato inoculato il virus della bugia sincera, ossia la totale e genuina fiducia in colossali menzogne, un credo monolitico nella propaganda più maldestra e volgare, ma efficace e penetrante. Le nuove generazioni, tranne qualche caso, non hanno alcuna speranza di salvarsi: decerebrati dai cellulari, dallo sport, dal consumismo, dalla Gelmini... non vedranno la piovra che li stritolerà con i suoi tentacoli mortali.In altri casi si ha il sospetto che molti non vedano le scie, come se il cervello, la mente e gli organi percettivi [1] fossero stati deprivati della possibilità di cogliere alcuni segmenti di realtà, così come la materia e l'energia oscura, i raggi X, i raggi ultravioletti etc. sono fenomeni sottratti alla nostra visione per i naturali limiti dei nostri sensi.E' proprio un problema di percezione, di incapacità di cogliere con i sensi l'oggetto "esterno" o, meglio, di decodificare il messaggio in seguito ad una degenerazione dei processi psichici, mentali, sensoriali di uomini ormai senza testa. Non sappiamo se siano le onde elettromagnetiche o le nanostrutture diffuse nell'ambiente ad aver determinato questo salto all'indietro della specie, tale mutazione antropologica. Le cause potrebbero essere più profonde ed anche più esoteriche. Sappiamo che lo scenario riferito al futuro e prospettato in Mutanti, si addice meglio al presente.Accanto a questa cecità, dalle molteplici implicazioni fisiologiche, psicologiche, sociali, ma anche ontologiche, un'altra suscita inquietudine: quella dei siti di presunta informazione indipendente che, di fronte ad un genocidio che grida vendetta al cospetto di Dio, di fronte al più subdolo e mostruoso crimine contro l'umanità ed il pianeta, avallato dal silenzio e dalla complicità di TUTTE le principali strutture di potere, tacciono in modo colpevole. Mentre dovrebbero pubblicare almeno uno studio alla settimana sul tema, si limitano a proporre ogni tanto qualche articolo dal dubbio valore o addirittura danno spazio alla disinformazione di militari, meteorologi, scie-menziati e pennivendoli vari o ad articoli patetici sul solito "effetto serra".Questa cecità consuona con una totale incomprensione dei veri problemi, con un senso civico pressoché inesistente: questa cecità della coscienza è molto più grave della cecità fisica.
[1] Naturalmente il discorso investe pure dimensioni più profonde e non meramente bio-psichiche, ma, per semplicità, qui non affrontiamo tali risvolti.
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La N.A.T.O sperimenta la 'bolla' elettromagnetica che neutralizza gli ordigni
Pubblichiamo un articolo relativo alle esercitazioni militari che si svolgeranno in Sardegna sino al 15 ottobre prossimo. L'operazione palesa la natura dei guerrafondai che stanno distruggendo il pianeta ed affamando l'umanità, nascondendosi dietro il solito pretesto della lotta al terrorismo. Già il nome dell'operazione è eloquente e sinistro: Trial Imperial Hammer, ossia Test del martello imperiale.
Il testo conferma che i militari impiegano dispositivi elettromagnetici molto sofisticati a scopi bellici e velivoli senza pilota (droni). Ingenti risorse vengono scialacquate per fini strategici, mentre la crisi economica attanaglia molte nazioni del pianeta. Per la guerra e le scie chimiche i denari si trovano sempre, mentre per i servizi, le pensioni, i salari etc. si lesinano pochi centesimi. Senza dubbio le esercitazioni in Sardegna spiegano per quale motivo le attività clandestine di aerosol si sono intensificate in maniera mostruosa in questo mese di ottobre. Non sfugga dunque la correlazione tra il Trial Imperial Hammer, le chemtrails e la nebbia elettroconduttiva che avvolge l'Italia in una cappa impenetrabile. Questa foschia, creata ad hoc, genera un medium utile alle sperimentazioni elettromagnetiche. Si consideri quindi il nesso tra la guerra elettronica ed il progetto di dominio planetario esposto nell'Airforce 2025.
La N.A.T.O sperimenta la 'bolla' elettromagnetica che neutralizza gli ordigni. Roma, 7 ottobre. Una 'bolla' elettromagnetica che dal cielo protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni: è la nuova frontiera della guerra elettronica al terrorismo (?) che la N.A.T.O. sperimenterà fino al 15 ottobre in Sardegna con le prove e le verifiche previste dal programma delll'esercitazione Trial Imperial Hammer 2008. Nel corso delle attivita' non verrà usato alcun armamento reale, ma solo e tecnologia, a cominciare dai più sofisticati sistemi elettronici in grado di 'disturbare' l'attivazione degli esplosivi.Il sistema è in fase sperimentale: non ha ancora neanche un nome tecnico e viene chiamato familiarmente 'Jedi', come i cavalieri buoni (sic) di Guerre Stellari. Ci vorrà quindi del tempo per un suo eventuale impiego pratico, ma le prime prove eseguite hanno dato esiti, a dir poco, confortanti (sic). Nella prima settimana di uso, la 'cupola' elettromagnetica ''ha dimostrato di funzionare al meglio con diversi tipi di artifici, vanificando ogni possibile attivazione. La sfida -dice all'ADNKRONOS il colonnello Sandro Sampaoli, 'trial manager' dell'esercitazione e comandante del Reparto supporto tecnico-operativo di guerra elettronica dell'Aeronautica militare- è arrivare a coprire la più ampia gamma possibile di minacce. Quello che qui in Sardegna per la prima volta stiamo testando è un prototipo. Se il sistema confermera' la propria validita', potra' essere pensata un'applicazione operativa''.Secondo i promotori del progetto, la fascia di sicurezza potrebbe essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un aereo da trasporto o anche da un 'U.A.V.', come vengono denominati gli aerei senza pilota che possono essere adoperati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo (sic). ''L'applicazione pratica è studiata per la protezione dei contingenti militari nelle missioni all'estero, ma anche con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime civili in aree di crisi (Che umani! n.d.r.)'', rileva il colonnello Sampaoli. Da non sottovalutare l'effetto di deterrenza che il dispositivo potrebbe produrre in termini di dissuasione dall'organizzare e compiere certi tipi di attentati che attualmente, in teatri operativi particolarmente turbolenti, si verificano, invece, con una certa frequenza.Se 'Jedi' dimostrera' un'effettiva utilità nella pratica, non è escluso che un domani la 'cupola' elettromagnetica possa trovare applicazione per la sicurezza e la prevenzione del terrorismo in occasioni di summit internazionali o di eventi di particolare rilevanza. Sempre in tema di velivoli senza pilota, nel corso dell'esercitazione Trial Imperial Hammer si stanno valutando le potenzialità operative del mini-aereo 'Strix', che può essere trasportato in uno zaino ed ha un'autonomia di volo di un'ora. Dotato di una rampa di lancio e di una 'ground control station' che può essere programmata prima della missione per 'istruire' il velivolo sull'itinerario e sugli obiettivi, lo Strix può essere inviato in aree di rischio per filmare e fotografare dall'alto (anche di notte grazie alla telecamera a raggi infrarossi) intere zone a tutto vantaggio della sicurezza dei contingenti militari in missione.L'Aeronautica militare ha acquisito tre di questi U.A.V. di ultima generazione. I sistemi elettronici in dotazione alle forze armate saranno testati anche per quanto riguarda i nuovi metodi di interazione tra aerei di vari paesi. A questo fine, l'esercitazione prevede anche attività di 'targeting' comune tra velivoli Tornado per la localizzazione e la neutralizzazione del bersaglio con dispositivi non letali e distruttivi, ma elettronici.